Gloria non eratra le piú belle ragazze. Troppo alta e troppo magra. Capelli scuri sulle spalle, leggermente ondulati, naso dritto e un po’ aquilino, forse la bocca, quella si era bella. Labbra ben disegnate e una manciate di perle appena sorrideva, quelle poche volte. Camminava con un’andatura svelta curvando leggermente le spalle, sempre vestita a caso, pantaloni di velluto liscio, scuri, corti e dritti fino alla caviglia, un maglioncino troppo ampio di color cipolla o verde bandiera. Da lontano sembrava un manico di scopa con dei cenci addosso. Non ci teneva per niente, e degli uomini poi…, a parte suo padre, non le importava proprio niente.
Alberto però riuscì a vedere in Lei quello che gli altri non osservando, non avrebbero mai scoperto. Lui faceva il pittore e per giunta non amava le belle donne, era gay da sempre, ma inspiegabilmente disegnava solo i volti e in particolar modo quelli femminili, ed era pure apprezzato e ben pagato nell’ambiente.
Gloria viveva sulla grande barca lungo il fiume assieme a suo padre, pescatore anziano e malandato, e si guadagnava da vivere facendo la cameriera alla tavola calda del paese. Quando era di servizio i suoi maglioni lisi erano coperti da un grembiule azzurro e i capelli raccolti a coda di cavallo, era una lavoratrice instancabile e anche se sorrideva, raramente, la sua educazione era encomiabile. Nessuno la infastidiva, diciamo che come donna non la vedevano neppure, a Lei non dispiaceva, non avrebbe avuto da tenere a bada nessuno e nessuno cerca donna così fatta.
Poi, Alberto le chiese di posare per Lui come modella, Gloria lo ringraziò ma gli disse che sarebbe caduto in miseria se l’avesse ritratta, Lei non era né bella, né particolare, quindi che cercasse altrove la sua modella.
Fu talmente insistente che Gloria, conoscendo i suoi lavori e la sua posizione di gay, decise che poteva anche provare, tanto, Alberto, non le avrebbe dato nessun fastidio, al massimo non avrebbe venduto niente, peggio per Lui.
Iniziarono così una serie di sedute, molto faticose a dire il vero. Gloria dopo il lavoro, pensava di sedersi su una poltrona e comodamente farsi ritrarre il volto e invece Alberto non si limitò a questo. La voleva migliorare come aspetto esterno iniziando dall’interno. Fu così che si trovò a leggere libri di cui non aveva mai conosciuto il nome, a muoversi con una certa grazia, Alberto le insegnò pure a truccarsi leggermente il volto. Ma non si fermò qui. L’accompagno in città a fare acquisti, le consigliò di tagliare quella coda di cavallo, di fare una bella frangia che le coprisse il naso che non era una gran bellezza e di fare un taglio corto ai capelli. Gloria all’inizio protestò, poi, considerò tutto ciò un lavoro e seguì i suoi consigli docilmente e con piacere.
La ragazza era notevolmente cambiata, ma solo dal fuori. Aveva acquistato anche una certa passione alla lettura, ma dentro era sempre un manico di scopa, nel senso che della gente non le importava niente nè tanto meno delle amicizie.
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